AUTORE
Ing. Giorgio Gallo, HSE Senior Specialist, RSPP esterno, Coordinatore per la Sicurezza nei cantieri temporanei e mobili, Formatore e CTP. Amministratore dell’Azienda SicurOtto S.r.l..
Le attività svolte in spazi confinati o sospetti di inquinamento rappresentano uno dei contesti lavorativi a più alto rischio. La limitata ventilazione, l’accesso difficoltoso e la possibile presenza di agenti tossici o carenza di ossigeno possono trasformare in pochi istanti un ambiente apparentemente sicuro in un luogo mortale. Il rischio non è legato solo alla presenza di gas o vapori, ma anche a cadute, seppellimenti, incendi, difficoltà di evacuazione e soccorso: fattori che rendono imprescindibile un approccio tecnico, metodico e consapevole alla gestione di queste attività.

Fig.1 – Esempi di spazi classificati come confinati o assimilabili nelle attività svolte da SicurOtto Srl
Quali sono le principali cause di incidenti negli spazi confinati?
Nonostante le norme e le procedure, gli incidenti negli spazi confinati continuano a verificarsi. Ecco i rischi principali per cui si verificano eventi spesso mortali:
- Atmosfere pericolose: carenza di ossigeno, presenza di gas tossici o asfissianti, vapori chimici, esplosioni. Ad esempio, in Italia circa 2/3 dei decessi in ambienti confinati derivano da esalazioni o mancanza di ossigeno.
- Accessi difficoltosi e limitati: le aperture di ingresso/uscita sono ridotte, la ventilazione è insufficiente, l’uscita in emergenza difficoltosa.
- Soccorsi inadeguati o accesso improprio al soccorso: spesso la seconda o terza vittima è un collega che entra senza dispositivi adeguati, per soccorrere il primo; un fenomeno noto come “effetto soccorritore”.
- Cadute, precipitazioni, urti: in ambienti complessi, verticali o poco visibili, la movimentazione può causare traumi gravi o fatali.
- Procedure o formazione inadeguate: la mancanza di un censimento aggiornato degli spazi, valutazione del rischio superficiale, procedure operative o piani di emergenza inefficaci, addestramento insufficiente.
- Comportamenti di sottovalutazione del rischio: perché l’ambiente appare “non pericoloso”, o perché si percepisce un’urgenza che porta a bypassare controlli e procedure.
Le statistiche lo confermano: ad esempio, nel periodo 2005-2018 in Italia si sono verificati 37 incidenti mortali in ambienti confinati, con 62 vittime; oltre la metà dei casi riguardano serbatoi o cisterne e due terzi sono legati all’azione di soccorso (fonte: https://ilmanifesto.it/tanti-morti-per-i-gas-in-ambienti-confinati).
Ma perché si continua a morire?
La cosa forse più assurda, più frustrante per noi tecnici, è che si continua a morire sempre per le stesse identiche ragioni, da quando si ha memoria di queste attività.
I motivi principali, che si ripetono, sono questi:
- Perché manca una precisa organizzazione e pianificazione delle attività
- Perché manca una adeguata percezione del rischio da parte di tutti gli attori, partendo dal datore di lavoro proprietario degli spazi confinati e fino al datore di lavoro accedente
- Perché manca una compiuta e sostanziale valutazione del rischio, non fine a sé stessa, non formale, non oftalmica, ma che sia finalizzata a trovare soluzioni reali e davvero applicabili nel contesto specifico per eliminare o ridurre i rischi a rischi accettabili
- Perché purtroppo sussiste spesso assenza totale di contestualizzazione, pensando alla sicurezza sul lavoro come un mero adempimento burocratico fine a sé stesso
- Perché i committenti spesso si limitano a scegliere i propri stakeholders con criteri di esclusiva economia, senza una compiuta e sostanziale verifica di idoneità tecnico professionale dei soggetti che devono operare (approcciando al DPR 177/2011 solo dal punto di vista meramente documentale)
- Perché mancano una formazione ed un addestramento veramente meritevoli di questi nomi
Quale approccio è quello più corretto per una puntuale valutazione dei rischi?
Il D.Lgs. 81/08, agli articoli 66 e 121 fino al punto 3 dell’allegato IV e nel D.P.R. 177/2011, vengono definiti precisi obblighi per il Datore di Lavoro: dall’identificazione preventiva degli spazi confinati per tramite del loro censimento e classificazione, alla verifica dell’idoneità tecnico-professionale delle imprese e dei lavoratori coinvolti, fino alla definizione di procedure operative e di emergenza.
A completare questo quadro, la norma UNI 11958:2024, entrata in vigore il 14 novembre 2024, introduce criteri tecnici aggiornati per la classificazione, valutazione e gestione del rischio negli spazi confinati, fornendo un riferimento pratico per una corretta organizzazione delle attività, in coerenza con le prescrizioni legislative. Tale norma per la prima volta in Italia rappresenta un riferimento tecnico puntuale per la classificazione fornendo dei criteri operativi per la valutazione e gestione dei rischi in ambienti confinati e/o sospetti di inquinamento, andando oltre le indicazioni generali della legge. Importante sottolineare che la norma non sostituisce gli obblighi del D.Lgs.81/08 (e del D.P.R. 177/2011 per le imprese qualificate in ambienti sospetti di inquinamento) ma li integra e li dettaglia rendendo più operative le richieste di legge.
Ecco i punti essenziali della UNI 11958:2024, con indicazione delle novità rispetto al D.Lgs. 81/08:
- Una definizione di “ambiente confinato e/o sospetto di inquinamento”: la norma stabilisce che si intende per “Spazio circoscritto non progettato e costruito per la presenza continuativa di un lavoratore, ma di dimensioni tali da consentirne l’ingresso e lo svolgimento del lavoro assegnato, caratterizzato da vie di ingresso o uscita limitate e/o difficoltose, con possibile ventilazione sfavorevole, all’interno del quale non è possibile escludere la presenza o lo sviluppo di condizioni pericolose per la salute e la sicurezza dei lavoratori”. Evidenziamo che il D.Lgs.81/08 non fornisce una definizione univoca altrettanto puntuale.
- Classificazione e censimento degli spazi: la norma richiede un censimento degli spazi confinati e/o assimilabili e la loro classificazione in base a criteri strutturali, di accesso e pericolo.
- Identificazione dei pericoli e valutazione dei rischi in modo strutturato: la UNI 11958:2024 propone un metodo con fasi operative per individuare tutti i pericoli, incluse le situazioni di emergenza e le interferenze, e valutare i rischi associati. Il D.Lgs. 81/08 richiede la valutazione dei rischi ma lascia minori dettagli operativi su come farlo specificamente negli spazi confinati.
- Procedure operative e di emergenza dettagliate: la norma prevede la predisposizione di procedure specifiche per l’accesso, il lavoro e il recupero in ambienti confinati, incluse le attrezzature, i dispositivi di ventilazione, le misure di emergenza.
- Requisiti per attrezzature, dispositivi di protezione individuale (DPI) e collettiva (DPC): la UNI dettaglia la scelta delle attrezzature, strumentazione, DPI e DPC in base ai rischi identificati.
- Ruoli, responsabilità, formazione e addestramento: la norma precisa i compiti dei vari soggetti coinvolti (datore di lavoro accedente, preposto, lavoratori attendenti e lavoratori entranti, rescue team), nonché i requisiti per la formazione e l’addestramento.
- Estensione anche agli “ambienti assimilabili”: spazi che pur non disciplinati espressamente dal D.P.R. 177/2011 possono presentare caratteristiche analoghe di rischio e quindi devono essere gestiti in analogia.
In sintesi: la UNI 11958:2024 rappresenta un salto qualitativo — da indicazioni generali a prescrizioni tecniche operative — per supportare concretamente le aziende nella gestione della sicurezza negli spazi confinati.
In questo scenario, una corretta gestione del rischio negli spazi confinati non può prescindere da un approccio tecnico e multidisciplinare. È necessario saper riconoscere le diverse tipologie di ambienti, analizzare i potenziali agenti di pericolo, scegliere le adeguate modalità di accesso e predisporre procedure operative e di emergenza coerenti con la realtà aziendale.
Solo professionisti esperti e formati sul campo sono in grado di garantire valutazioni attendibili, piani di lavoro sicuri e addestramenti realmente efficaci per il personale operativo e per gli addetti al soccorso interno. Un tecnico specializzato può:
- riconoscere con precisione la tipologia di spazio, le condizioni di accesso, le possibili interferenze e i pericoli specifici;
- applicare i criteri della norma UNI 11958:2024 e del D.Lgs. 81/08 in modo coerente con la realtà aziendale;
- predisporre un censimento degli spazi, una valutazione del rischio accurata, e definire procedure operative ed emergenziali personalizzate;
- assicurare che la formazione e l’addestramento del personale siano adeguati, aggiornati e realmente efficaci;
- intervenire in fase di audit, verifica e aggiornamento continuo.
Il ricorso a tecnici esperti sul campo riduce l’alea di errori, omissioni e inefficienze che, nei contesti confinati, possono comportare conseguenze drammatiche.
La Prime Solution di SicurOtto Srl
Per supportare le aziende in questo percorso, SicurOtto Srl ha sviluppato un proprio sistema integrato per la gestione degli spazi confinati, conforme al D.Lgs. 81/08 e alla UNI 11958:2024.
Il servizio consente di:
- censire e classificare gli spazi confinati aziendali;
- effettuare la valutazione specifica del rischio;
- predisporre procedure operative e di emergenza personalizzate;
- pianificare formazione e addestramento del personale;
- supportare il Datore di Lavoro accedente alla progettazione delle necessarie soluzioni per garantire la sicurezza durante l’accesso e la permanenza del proprio personale negli spazi confinati e per effettuare le eventuali operazioni di salvataggio in caso di emergenza.
Grazie a un approccio tecnico e operativo, SicurOtto Srl accompagna le imprese in ogni fase, assicurando la piena conformità normativa e il massimo livello di sicurezza per i lavoratori, con il supporto di tecnici specializzati che in prima persona si sporcano le scarpe.



Fig.2 – Esempi di strumenti operativi della Prime Solution di SicurOtto Srl
I tecnici della SicurOtto Srl provano e testano in prima persona le soluzioni possibili calandole nelle specifiche necessità aziendali, garantendo il pieno rispetto della regola dell’arte e le migliori soluzioni tecniche esistenti sul mercato.

Fig.3 – I tecnici di SicurOtto Srl durante una attività di addestramento sul campo su sistemi di ultima generazione
👉 Per approfondire la nostra Prime Solution dedicata agli spazi confinati, visita la pagina dedicata al link seguente: https://sicurotto.it/spazi-confinati/
Ing. Giorgio Gallo

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