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L’importanza del pre-requisito di conoscenza teorica per i profili PES/PAV previsti dalla CEI 11-27
L’importanza del pre-requisito di conoscenza teorica per i profili PES/PAV previsti dalla CEI 11-27

Posso usare un oscilloscopio da banco per misurare i parametri della rete elettrica? Eppure, quella manovra apparentemente banale può trasformarsi in un cortocircuito, in un arco elettrico o, peggio, in una folgorazione. Nell’articolo si affronta l’importanza della conoscenza teorica delle reti e degli strumenti di misura per l’esecuzione di attività in sicurezza.

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Il responsabile dei lavori: figura di supporto o “schermo penale” del committente?

La figura del responsabile dei lavori (RL), disciplinata dal Titolo IV del D.Lgs. 81/2008, è probabilmente una delle più controverse dell’intera architettura prevenzionistica dei cantieri temporanei o mobili. Nella prassi operativa, soprattutto nelle organizzazioni pubbliche e nelle grandi imprese, essa viene talvolta percepita come una sorta di “parafulmine giuridico” destinato ad assorbire le responsabilità del committente in materia di sicurezza. Tale convinzione, tuttavia, si scontra frontalmente con l’impostazione normativa e, soprattutto, con un consolidato orientamento della giurisprudenza di legittimità.

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APVR, il raggiungimento di un risultato con l’applicazione della UNI 11719:2025
APVR, il raggiungimento di un risultato con l’applicazione della UNI 11719:2025

La UNI 11719:2025, entrata in vigore il 20 novembre 2025 in sostituzione della UNI 11719:2018, introduce un cambiamento significativo nell’approccio alla protezione delle vie respiratorie nei luoghi di lavoro. La norma non si limita più a fornire indicazioni tecniche su scelta, uso e manutenzione degli apparecchi di protezione delle vie respiratorie (APVR), ma estende il proprio campo alla gestione organizzativa, alla formazione e all’addestramento degli utilizzatori, configurando la protezione respiratoria come un vero e proprio programma strutturato di prevenzione aziendale.

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L’Anatomia del Rischio: Analisi topologica e barriere di sicurezza nell’architettura HV di un veicolo elettrico
L’Anatomia del Rischio: Analisi topologica e barriere di sicurezza nell’architettura HV di un veicolo elettrico

Dal Sistema IT isolato dalla massa alla gestione dell’energia intrappolata (Stranded Energy), passando per i rischi capacitivi degli inverter e la differenza tra le diagnosi di bordo con i test di isolamento in officina. Un’analisi topologica dettagliata dell’architettura HV per comprendere come l’ingegneria automotive mitiga il rischio elettrico e perché la qualifica professionale resta l’unica vera barriera salvavita.

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Valutazione del rischio elettrico nei luoghi di lavoro: metodologia tecnico-organizzativa per una analisi sostanziale del rischio
Valutazione del rischio elettrico nei luoghi di lavoro: metodologia tecnico-organizzativa per una analisi sostanziale del rischio

La valutazione del rischio elettrico non può essere ridotta alla sola raccolta documentale degli impianti o alla verifica formale della conformità normativa, o peggio, ad una valutazione matriciale (probabilità per danno). L’articolo approfondisce il tema secondo un approccio tecnico-organizzativo sostanziale, analizzando obblighi legislativi, applicazione della regola dell’arte, lavori elettrici e non elettrici a rischio elettrico, procedure operative, gestione delle interferenze e propone un criterio avanzato per la costruzione di un modello di valutazione.

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Il viaggio del miglioramento aziendale: bussola, rotta e crescita continua

Perché serve un piano di miglioramento

Ogni azienda, indipendentemente dal settore e dalle dimensioni, si trova ciclicamente di fronte a un bivio: continuare a lavorare come sempre, rischiando di perdere competitività, oppure avviare un percorso strutturato di miglioramento.

Migliorare non significa “fare di più” in modo disordinato, ma imparare a fare meglio, con metodo, chiarezza e misurazioni oggettive. Per questo il miglioramento va considerato un vero e proprio viaggio organizzato: serve una bussola (la meta), una mappa (il punto di partenza), un percorso (le azioni), un bagaglio condiviso (strumenti e regole), momenti di controllo della rotta (verifiche intermedie) e tappe finali che si trasformano in nuovi inizi (consolidamento e miglioramento continuo).

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L’importanza della pianificazione delle attività negli spazi confinati
L’importanza della pianificazione delle attività negli spazi confinati

Nel mondo industriale, gli interventi negli spazi confinati rappresentano una delle attività a più elevata complessità gestionale e operativa, non essendo quasi mai di “routine”. Spesso arrivano all’improvviso: un fermo impianto, un’anomalia, una manutenzione straordinaria non pianificata. Ed è proprio in questi momenti che emerge una domanda fondamentale: l’azienda è pronta a gestire la criticità?

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Oltre la conformità: perché investire nella safety è una scelta strategica per l’azienda
Oltre la conformità: perché investire nella safety è una scelta strategica per l’azienda

Nel contesto competitivo attuale, la sicurezza sul lavoro non può essere considerata un semplice adempimento normativo, ma deve essere integrata come leva strategica nella gestione aziendale. L’articolo evidenzia come l’investimento in uno staff dedicato alla safety e in obiettivi che vadano oltre la conformità legislativa contribuisca in modo concreto alla continuità produttiva, alla tutela delle risorse umane e alla protezione di macchine e impianti. Gli infortuni e gli incidenti vengono analizzati come un doppio costo, sia sotto il profilo giuridico sia in termini di inefficienza operativa e perdita di affidabilità verso il mercato. Ne emerge la necessità di sviluppare una cultura della prevenzione che trasformi la sicurezza in un fattore chiave di competitività, sostenibilità e credibilità aziendale.

In questo scenario, investire in uno staff dedicato alla safety non rappresenta soltanto un adempimento normativo, ma una vera e propria scelta strategica di management. Limitarsi a rispettare quanto imposto dalla legislazione vigente significa, di fatto, adottare un approccio minimo, difensivo, che tutela l’azienda solo sul piano formale, ma non ne garantisce la solidità operativa nel medio e lungo periodo.

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Il pericolo dell’esperienza
Il pericolo dell’esperienza

In ambito HSE, siamo abituati a considerare l’esperienza come lo scudo definitivo contro l’errore. Eppure, la cronaca degli infortuni ci racconta una verità opposta: la routine è un killer silenzioso che colpisce proprio chi si sente più sicuro. Attraverso il concetto di Shoshin (la “mente del principiante”), questo articolo esplora la necessità di recuperare una vigilanza pura, capace di smascherare la “Normalizzazione della Devianza”. Spogliandoci dalle spettacolarizzazioni della sicurezza, analizzeremo perché la vera maestria non risieda nell’assenza di dubbi, ma nel coraggio di guardare l’ovvio con occhi nuovi, specialmente in quel pericoloso “ultimo miglio” dove la confidenza spegne la prevenzione.

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Dal Reporting alla Governance: L’Integrazione Sistemica di Metriche, KPI e OKR nell’HSE
Dal Reporting alla Governance: L’Integrazione Sistemica di Metriche, KPI e OKR nell’HSE

Nell’attuale scenario HSE, la mera raccolta dati non garantisce più una reale mitigazione del rischio. Per il professionista esperto, è tempo di evolvere verso una compliance sostanziale, superando l’approccio reattivo. La chiave risiede nell’interpretazione dell’Art. 28 del D.Lgs. 81/08 come un “prisma”: uno strumento ottico capace di scomporre la sicurezza nelle sue facce tecniche, procedurali e comportamentali. Attraverso una struttura piramidale che integra Metriche, KPI e OKR, trasformiamo il dato grezzo in decisione strategica. Solo così il programma di miglioramento cessa di essere un elenco statico per divenire il motore ontologico di una governance aziendale dinamica e multidisciplinare.

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