AUTORE
Ing. Giorgio Gallo, HSE Senior Specialist, RSPP esterno, Coordinatore per la Sicurezza nei cantieri temporanei e mobili, Formatore e CTP, Membro Comitato CEI 78. Amministratore dell’Azienda SicurOtto S.r.l..
Incipit:
La sesta edizione della Norma CEI 11-27 rappresenta un’evoluzione significativa nel quadro della sicurezza dei lavori sugli impianti elettrici. La revisione si inserisce nel processo di armonizzazione con la normativa europea, in particolare con la CEI EN 50110-1:2024, introducendo modifiche organizzative, terminologiche e procedurali. La nuova CEI 11-27 introduce modifiche significative nella gestione dei lavori elettrici, aggiornando ruoli, procedure operative e requisiti formativi. Questo documento fornisce una panoramica delle principali novità e propone un piano per l’adeguamento alle nuove disposizioni.

1. Entrata in vigore e periodo transitorio
La nuova edizione è in vigore dal 1° novembre 2025, sostituendo la versione 2021. È previsto un periodo transitorio fino al 29 maggio 2026, durante il quale entrambe le versioni possono essere applicate. Dopo il 29 maggio 2026 la versione 2021 è definitivamente ritirata e non applicabile. La norma si applica
– Ai lavori elettrici e ai lavori non elettrici con rischio elettrico
– Ai lavori in prossimità di parti attive non protette
– Ai lavori svolti con la modalità fuori tensione a qualsiasi tensione di lavoro
– Ai lavori sotto tensione fino a 1000 V AC e 1500 V DC
I riferimenti legislativi italiani restano gli artt. 82 e 83 del D.Lgs. 81/08 relativamente ai lavori sotto tensione e ai lavori in prossimità, unitamente all’allegato IX del medesimo D.Lgs. 81/08 per le distanze di sicurezza che la norma CEI 11-27 definisce DA9.
2. Allineamento alla CEI EN 50110-1:2024
La nuova edizione della CEI 11-27 (2025-10) nasce con l’obiettivo principale di riallineare la disciplina nazionale dei lavori elettrici alla norma europea CEI EN 50110-1:2024, che costituisce il riferimento armonizzato per la gestione in sicurezza degli impianti elettrici in ambito UE. Questo allineamento ha determinato una ristrutturazione complessiva dell’impianto normativo, sia nella forma che nella terminologia, al fine di garantire maggiore uniformità nella definizione dei ruoli, nei processi di pianificazione delle attività e nella gestione operativa del rischio elettrico.
In particolare, la CEI 11-27:2025 recepisce la logica organizzativa europea basata su una chiara separazione tra responsabilità di gestione dell’impianto e responsabilità dello svolgimento del lavoro, introducendo definizioni e acronimi maggiormente coerenti con quelli utilizzati nella CEI EN 50110-1. Questo ha portato alla revisione di alcune figure chiave (ad esempio il passaggio da “Unità Responsabile dell’Impianto – URI” a “Gestore dell’Impianto – GI” e da “Preposto ai Lavori – PL” a “Responsabile del Lavoro Elettrico – RLE”), con l’obiettivo di rendere trasparente la catena di comando operativa e facilitare la comunicazione tra imprese, appaltatori e subappaltatori.
Parallelamente, sono state aggiornate e rese più precise le definizioni delle aree di lavoro e delle zone di rischio in prossimità di parti attive, in coerenza con le distanze minime di sicurezza adottate in ambito europeo. Nonostante l’allineamento strutturale alla norma CEI EN 50110-1:2024, rimangono tuttavia alcune specificità nazionali rilevanti, tra cui la conferma della distanza DA9, applicabile ai lavori non elettrici in presenza di rischio elettrico, mantenuta in coerenza con le prescrizioni del D. Lgs. 81/2008 e della normativa tecnica nazionale in materia di prevenzione degli infortuni elettrici.
L’integrazione con la CEI EN 50110-1:2024 rende quindi la nuova CEI 11-27 maggiormente comparabile, interoperabile e applicabile nei contesti in cui operano appaltatori e tecnici provenienti da differenti sistemi aziendali e Paesi UE, riducendo incertezze interpretative e facilitando la standardizzazione delle procedure di lavoro elettrico.
3. Evoluzione delle figure professionali
Come detto le definizioni delle figure operative sono state riviste al fine di rendere più chiaro il ruolo di responsabilità e coordinamento. La norma riformula ruoli e responsabilità coinvolti nella gestione dei lavori elettrici e a seguire proponiamo due tabelle di confronto sia rispetto alla precedente edizione del 2021 che alla CEI EN 50110-1 edizione 2024:
Tabella 1 – Confronto tra Edizione 2021 e 2025
| Ruolo 2021 | Acronimo | Ruolo 2025 | Acronimo |
| Unità responsabile impianto | URI | Gestore impianto | GI |
| Responsabile impianto | RI | Responsabile impianto | RI |
| Unità responsabile lavoro | URL | Gestore programmazione lavoro | GL |
| Preposto ai lavori | PL | Responsabile lavoro elettrico | RLE |
| Lavoratore | – | Lavoratore | LAV |
Tabella 2 – Confronto con CEI EN 50110-1:2024
| Ruolo 11-27:2025 | Acronimo | Ruolo 50110-1:2024 | Acronimo |
| Gestore impianto | GI | Installation Manager | IM |
| Responsabile impianto | RI | Operation Controller | OC |
| Gestore programmazione lavoro | GL | – | – |
| Responsabile lavoro elettrico | RLE | Work Controller | WC |
| Lavoratore | LAV | Worker | W |
4. Distanze operative: novità e cambiamenti rispetto alla versione 2021
Nella nuova edizione CEI 11-27:2025-10 viene introdotto in modo esplicito e sistematico il concetto di distanza minima di lavoro (Dw). Si tratta di un elemento di valutazione del rischio che integra non solo la distanza elettrica da mantenere rispetto alle parti attive, ma anche aspetti ergonomici, dinamici e comportamentali dell’operatore durante l’esecuzione delle attività.
Nell’edizione 2021 (V ed.), le distanze erano principalmente riferite alle classiche zone (zona di lavoro sotto tensione, zona prossima, zona libera) e alle distanze di sicurezza definite in funzione della tensione di esercizio e della tipologia dell’attività. La logica era quindi centrata sul “quanto stare lontano” dalla parte in tensione.
Con l’edizione 2025-10, il concetto viene ampliato: la distanza non è più considerata solo come valore geometrico fisso, ma come parametro che deve tener conto della effettiva postura e movimentazione dell’operatore, degli utensili impiegati, della possibile variabilità delle traiettorie dei movimenti e della necessità di garantire margini di sicurezza realistici nelle attività operative.
La Dw è una nuova distanza introdotta nella nuova versione e rappresenta la distanza minima entro la quale l’operatore può avvicinarsi alle parti attive senza entrare nella zona di pericolo, considerando:
- ingombro del corpo e dei DPI indossati;
- movimenti involontari o oscillazioni del corpo durante la lavorazione;
- lunghezza e modalità d’impiego degli attrezzi e utensili;
- eventuale presenza di personale o attrezzature di sollevamento nello stesso spazio operativo;
- superfici di appoggio o vincoli spaziali che possono ridurre la libertà di movimento.
In questo modo, la distanza operativa diventa personalizzabile in base al contesto di lavoro, superando la mera applicazione di tabelle statiche.
La CEI recepisce l’impostazione della CEI EN 50110-1:2024, dove il rischio elettrico viene trattato in ottica dinamica e non soltanto “geometrica”.
In pratica, si riconosce che l’operatore non è un punto fermo nello spazio, ma una persona che si muove.
Questo approccio favorisce una valutazione più realistica del rischio, soprattutto nei lavori:
- in spazi ristretti;
- in quota;
- su impianti con parti attive vicine ma non direttamente interessate dall’intervento;
- su apparecchiature a bassa tensione con elevata densità di componenti.
Quali implicazioni operative? A seguito di questa nuova edizione, le aziende devono:
- Aggiornare le procedure interne, introducendo la valutazione della Dw nei permessi di lavoro e nelle analisi dei rischi.
- Rivedere la formazione del personale PES/PAV e Idonei sotto tensione, perché la Dw influisce sulle modalità di esecuzione dei lavori in prossimità.
- Integrare la coordinazione tra più figure, poiché la distanza minima non è un valore fisso ma deriva da valutazioni contestuali.
Tabella 3 – Sintesi sull’approccio alle distanze
| Edizione | Approccio usato | Caratteristiche |
| CEI 11-27:2021 | Distanze predefinite in base alla tensione | Valore geometrico statico rispetto al punto peggiorativo considerato |
| CEI 11-27:2025-10 | Introduzione della Dw | Distanza dinamica che considera movimenti, postura, attrezzi e contesto |
5. Formazione e aggiornamento
La sesta edizione della norma introduce una serie di chiarimenti operativi riguardo la formazione del personale che svolge lavori elettrici o attività in prossimità di parti attive. La classificazione delle figure PES, PAV e Idonei sotto tensione rimane confermata rispetto all’edizione 2021, ma viene rafforzato il concetto di competenza effettivamente dimostrabile, non più limitata alla sola frequenza di corsi teorici.
La CEI 11-27:2025-10 ribadisce l’articolazione dei percorsi formativi nelle quattro tipologie di corso (1A, 2A, 1B, 2B), ma fornisce una maggiore strutturazione su modalità, responsabilità e verifica delle capacità operative. In particolare la formazione teorica continua a poter essere svolta:
- in presenza, oppure
- in videoconferenza sincrona con docente in diretta e interazione reale, ma con webcam attive
Viene invece esclusa la modalità e-learning e qualsiasi forma di erogazione asincrona (videolezioni registrate, piattaforme autoportanti, contenuti fruibili individualmente).
La motivazione è chiara: l’apprendimento deve consentire confronto immediato, domande, chiarimenti e verifica dell’effettiva comprensione.
La formazione pratica / addestramento rimane di responsabilità del Datore di Lavoro, che deve pianificarla nei contesti reali in cui l’operatore effettivamente opera, tenendo conto di:
- tipologia degli impianti presenti,frequenza delle attività elettriche,
- livello di competenza richiesto per le manovre.
Questo aspetto si discosta dalla precedente edizione 2021, in cui la parte pratica veniva talvolta delegata ai soli enti formatori.
Ora la norma chiarisce che l’addestramento non è delegabile come concetto di responsabilità: l’ente può supportare il Datore di Lavoro, ma la verifica dell’idoneità deve essere condotta dall’azienda, in coerenza con l’esperienza e le mansioni del lavoratore e tracciare l’attività pratico operativa. A tal proposito, per l’addestramento si ricorda che resta applicabile l’art.37 comma 5 del D.Lgs.81/08 per la tracciabilità delle attività e per il significato stesso di addestramento
«L’addestramento consiste nella prova pratica, e, se necessario, nella gestione in condizioni reali o simulate, dell’uso corretto di attrezzature, macchine, impianti, sostanze, dispositivi, anche di protezione individuale, e delle procedure di lavoro.
Esso è effettuato da persona esperta e sul luogo di lavoro oppure in un’area che riproduca fedelmente le effettive condizioni operative.»
La sesta edizione conferma l’obbligo di aggiornamento quinquennale, ma indica una durata minima di 4 ore per il personale PAV/PES (sui percorsi formativi di base 1A 1B) e 4 ore per il personale che è stato identificato dal Datore di Lavoro come idoneo ai lavori sotto tensione (sui percorsi formativi di base 2A e 2B). Non si tratta di una semplice ripetizione teorica, ma di un momento di revisione dei rischi reali dell’azienda, delle procedure adottate e delle variazioni tecnologiche degli impianti.
L’aggiornamento dovrebbe quindi prevedere:
- casi pratici o simulazioni,
- verifica dell’adeguatezza dei DPI per rischio elettrico,
- revisione delle procedure aziendali interne,
- discussione di eventi o near-miss rilevati in servizio,
- novità inerenti la normazione, le procedure e in generale della regola dell’arte.
In altre parole, l’aggiornamento quinquennale non è un “richiamo formale”, ma una revisione strutturata della gestione della sicurezza elettrica e dei suoi adeguamenti al progresso tecnico e scientifico.
Tabella 4 – Sintesi comparativa sulla formazione e l’aggiornamento
| Ambito formativo | Edizione 2021 | Edizione 2025 |
| Teoria 1A e 2A | Formazione in presenza o modalità videoconferenza o altre modalità multimediali (non era esclusa tassativamente la modalità e-learning asincrona) | Formazione in presenza o modalità videoconferenza con webcam attive (viene esclusa esplicitamente la modalità e-learning asincrona) |
| Pratica 1B e 2B | Spesso trattata in aula o in forma dimostrativa | Da svolgersi in campo, pianificata dal Datore di Lavoro (svolta anche in collaborazione con l’ente formativo) |
| Aggiornamento | Almeno 4 ore ogni 5 anni su argomenti non ripetitivi del corso iniziale e improntate su aspetti pratico operativi e aggiornamenti della regola dell’arte | Almeno 4 ore per operatori PES/PAV e almeno 4 ore per operatori individuati come idonei ai lavori sotto tensione, con cadenza almeno ogni 5 anni su argomenti non ripetitivi del corso iniziale e improntate su aspetti pratico operativi e aggiornamenti della regola dell’arte |
Tabella 5 – Percorsi Formativi e Qualificazione degli operatori
| Ambito formativo | Edizione 2021 | Edizione 2025 |
| Teoria 1A e 2A | Formazione in presenza o modalità videoconferenza o altre modalità multimediali | Formazione in presenza o modalità videoconferenza con webcam attive (viene esclusa esplicitamente la modalità e-learning asincrona) |
Tabella 6 – Percorsi Formativi per la Qualificazione degli operatori PES o PAV
| Livello Formativo | Obiettivo | Contenuti Prevalenti | Modalità Ammesse | Ore Teoria | Ore Pratica | Figura Qualificabile |
| 1A – Conoscenze teoriche | Fornire consapevolezza dei pericoli e delle misure preventive | Principi elettrici fondamentali, disposizioni legislative, prescrizioni delle principali norme, nozioni sull’elettricità, effetti sul corpo umano, interventi di soccorso, DPI base, procedure di lavoro, comportamento sicuro, ruoli e responsabilità, preparazione al lavoro, le sequenze operative, la comunicazione, il calcolo delle distanze, gli aspetti teorici del modulo 1B | Aula o Videoconferenza sincrona con webcam attive Vietate le modalità asincrone | 10 minimo | N/A (non previsto) | PAV / PES Svolgimento di lavori in modalità fuori tensione o prossimità |
| 1B – Conoscenze e capacità operativa | Applicare in campo le procedure operative di sicurezza | Lo spazio di lavoro, blocchi per apparecchi o macchinari, messa a terra e corto circuito, verifica assenza di tensione, condizioni ambientali, scambio delle informazioni e comunicazione, uso e verifica dei DPI, apposizione barriere e protezioni, valutazione delle distanze, predisposizione dei documenti specifici (Piano di lavoro, Piano di Intervento, consegna e restituzione impianto, ecc.) | Solo in presenza, in campo reale con addestramento operativo, simulazioni, affiancamenti o altre iniziative ritenute utili allo scopo, definite dal datore di lavoro in base alle attività lavorative praticate in modo specifico dal lavoratore (registrazione come da art.37 c.5) | N/A | Decide il datore di lavoro |
Tabella 7 – Percorsi Formativi Integrativi per la Qualificazione degli operatori Idonei ai lavori sotto tensione in bassa tensione (Categorie 0 e I)
| Livello Formativo | Obiettivo | Contenuti Prevalenti | Modalità Ammesse | Ore Teoria | Ore Pratica | Figura Qualificabile |
| I livelli sono ulteriori rispetto a quelli di livello 1A della tabella precedente (prerequisito) | ||||||
| 2A – Conoscenze per lavori elettrici sotto tensione | Approfondire aspetti tecnici, organizzativi e normativi necessari al lavoro sotto tensione | Norme di riferimento, criteri di sicurezza degli impianti su cui si può intervenire sotto tensione, DPI e attrezzature da usare nella modalità sotto tensione, prevenzione dei rischi, copertura di specifici ruoli, gli aspetti teorici del modulo 2B | Non esplicitamente indicato, ma si ritiene applicabile quanto riportato per 1A | 4 minimo | N/A (non previsto) | Idoneità ai lavori sotto tensione |
| 2B – Addestramento pratico per lavori specifici | Applicare in campo le tecniche di lavoro sotto tensione | Analisi del lavoro, scelta dell’attrezzatura, definizione, individuazione e delimitazione dello spazio di lavoro, preparazione del cantiere, adozione delle protezioni contro parti in tensione prossima, sequenze operative, preparazione del lavoro, trasmissione e scambi di informazione | Non esplicitamente indicato, ma si ritiene applicabile quanto riportato per 1B | N/A | Decide il datore di lavoro | |
In sintesi:
La formazione teorica (1A e 2A) può essere effettuata in aula o in videoconferenza sincrona, mentre è vietata la formazione asincrona/e-learning per tutti i livelli. Di base, il percorso complessivo minimo per la parte teorica (1A e 2A) è pari a 14 ore (elevabile ulteriormente in base alle esigenze dell’azienda). Gli addestramenti pratici (1B e 2B) devono essere svolti fisicamente, documentati e coerenti con le reali attività che il lavoratore dovrà eseguire e la modalità di registrazione seguirà le regole dell’art.37 comma 5 del D.Lgs.81/08.
Gli aggiornamenti sono quinquennali e sono pari a:
- 4 ore per il personale operante come PAV o PES
- 4 ore per il personale operante come Idoneo ai lavori sotto tensione
Si ritiene che nel caso di personale operante sia come PAV o PES che come idoneo ai lavori sotto tensione, debba svolgere un aggiornamento quinquennale di 8 ore minimo considerando entrambe le possibilità operative.
6. Novità sugli allegati
Sono stati aggiunti due allegati di carattere informativo che integrano l’apparato prescrittivo con indicazioni pratiche su due temi che negli ultimi anni hanno assunto rilevanza per la sicurezza elettrica: il rischio da arco elettrico (Arc-Flash) e le disposizioni per la gestione delle emergenze derivate da eventi elettrici. Questi allegati non introducono nuove “regole cogenti” in senso stretto, ma offrono linee guida, metodologie e riferimenti tecnici che il Datore di Lavoro deve considerare nella valutazione e nella gestione del rischio elettrico.
Allegato I — Rischio da arco elettrico (Arc-Flash): contenuti e ricadute pratiche
L’allegato contiene:
- richiami ai fattori che causano un arco elettrico (guasti, avarie meccaniche, errata sequenza operativa, contatti accidentali);
- indicazioni metodologiche per la valutazione dell’energia incidente e per la stima della distanza di sicurezza;
- rimandi espliciti al rapporto tecnico nazionale CEI TR 78-25 come riferimento metodologico per le analisi e i calcoli;
- criteri per la scelta dei dispositivi di protezione individuale (DPI), la segnaletica e l’etichettatura degli impianti (cartellonistica Arc-Flash);
- suggerimenti per misure tecniche di riduzione del rischio (coordination protezioni, limitazione di corrente d’arco, interruzione rapida, barriere/remoti di manovra).
Rispetto alla versione 2021 le differenze sono le seguenti:
- nella sesta edizione l’attenzione all’Arc-Flash è formalizzata con un allegato dedicato mentre nella 2021 il tema era trattato in modo più frammentario;
- la nuova norma indica esplicitamente il CEI TR 78-25 come riferimento per la metodologia di valutazione; il rapporto introdotto offre anche metodi differenziati per bassa, media e corrente continua (es. approcci semplificati ispirati a IEEE 1584 per bassa tensione, metodi Lee per MV, e procedure per sistemi in cc). Questo consente di applicare valutazioni più rigorose e omogenee su casi complessi.
Implicazioni operative per aziende e consulenti:
- Studio di Arc-Flash: per impianti critici è ormai indicato eseguire un’analisi energetica (incident energy) e predisporre etichette con margini di rischio e distanza di sicurezza;
- DPI e procedure: gli esiti dello studio guidano la scelta dei DPI, i limiti entro cui è consentito intervenire e le condizioni per lavoro sotto tensione;
- Misure tecniche: valutare interventi per ridurre l’energia incidente (es. protezioni più veloci, sezionamenti automatici, limitatori di corrente d’arco);
- Documentazione: inserire i risultati della valutazione nella valutazione dei rischi aziendale e nei permessi di lavoro; aggiornare le check-list e i registri di verifica.
Allegato J — Disposizioni per l’emergenza: contenuti e ricadute pratiche
L’allegato contiene:
- linee guida per l’organizzazione della risposta a eventi quali arco elettrico, incendio d’origine elettrica, contatto elettrico con persona;
- ruoli e responsabilità operative (chi coordina le attività d’intervento, ruoli di evacuazione, chi effettua il primo soccorso tecnico);
- procedure di ischemia e salvataggio in sicurezza (sequenze operative che tutelano il soccorritore da ulteriori rischi elettrici);
- elementi per la predisposizione di piani di emergenza specifici per lavori elettrici: piani di evacuazione, punti di raccolta, apparecchiature antincendio idonee, protocolli di allerta ai servizi di emergenza esterni;
- raccomandazioni su esercitazioni periodiche e registrazione delle prove di emergenza.
Rispetto alla versione 2021 le differenze sono le seguenti:
- la sesta edizione integra un allegato strutturato che raccoglie e ordina le migliori pratiche per la gestione di scenari critici; mentre in passato le indicazioni erano più distribuite, ora si ha un riferimento organico e centrato sugli eventi elettrici. Ciò facilita la redazione di piani di emergenza specifici e omogenei.
Implicazioni operative per aziende e consulenti:
- Piano di emergenza specifico: le aziende devono integrare il piano generale con procedure dedicate al rischio elettrico (incluso arco-flash), con chiare sequenze per il soccorso in sicurezza;
- Esercitazioni pratiche: programmare drill periodici che comprendano simulazioni di guasto elettrico, incendi elettrici e procedure di sicurezza;
- Coordinamento con soccorritori esterni: condividere informazioni critiche (mappe impianto, eventuali criticità di isolamento) con vigili del fuoco e 118;
- Registro e verifica: documentare esercitazioni, segnalare non conformità e aggiornare il piano in conseguenza del riesame.
7. Cosa fare per adeguarsi?
Questo elenco lo proponiamo come utile promemoria degli adeguamenti necessari per passare dalla Edizione V del 2021 alla Edizione VI del 2025 che le aziende possono seguire.
- Ottenere copie ufficiali delle norme (per acquistare la nuova norma CEI 11-27:2025 andare al seguente link https://mycatalogo.ceinorme.it/cei/item/0000025437)
- Mappatura gap: identificare nelle procedure interne riferimenti a paragrafi numerati (aggiornare numerazione e riferimenti interni).
- Ruoli e deleghe: rivedere le job‑description (RI, URI, URL, PL, PES, PAV, PEI, PEC) e aggiornare le deleghe e registri delle responsabilità con le nuove definizioni e attribuzioni (GI, RI, GL, RLE, PES, PAV, PEI, PEC, LAV).
- Formazione: adeguare piani formativi e di aggiornamento del proprio personale.
- Addestramento: adeguare per il proprio personale con calendario di sessioni pratiche, prove d’idoneità periodiche e registro competenze firmato.
- Arc‑flash: eseguire (o aggiornare) valutazione energetica arc‑flash sugli impianti critici e predisporre DPI e procedure dedicate.
- Procedure operative: aggiornare le procedure di lavoro (modalità di lavoro a distanza, lavoro in prossimità, interlocking, verifiche prima di iniziare attività).
- Emergenza: redigere/aggiornare piano di emergenza specifico per eventi connessi a lavoro elettrico (inclusi protocolli per arco‑flash e incendi) e prove di emergenza.
- Moduli e registri: aggiornare documenti, check‑list di sicurezza, permessi di lavoro (Work Permit) con riferimenti all’ultima edizione 2025.
- Audit e verifiche: pianificare audit interni per verificare l’applicazione delle nuove prescrizioni e test delle procedure aggiornate.
- Comunicazione: informare tutto il personale interessato e i fornitori/terzisti delle novità normative e delle nuove procedure.
- Digitalizzazione: valutare strumenti digitali per registrare le idoneità, le autorizzazioni e le comunicazioni operative (log di intervento).
- Riesame periodico: istituire riesame annuale delle procedure e delle competenze alla luce di feedback operativi.
- Adeguare il proprio Piano di Mantenimento e di Miglioramento del Sistema di Gestione del Rischio Elettrico e aggiornare il proprio Documento di Valutazione dei rischi anche in relazione all’Arc-Flash
Questo programma va attuato entro il 29/05/2026 quando la versione 2021 sarà definitivamente non applicabile e la VI edizione (2025) diventerà l’unico riferimento di regola dell’arte per la qualificazione del personale e la gestione dei lavori elettrici.
Cosa significa in pratica?
Fino al 29 maggio 2026 le aziende:
- possono ancora applicare la CEI 11-27:2021
- devono però pianificare e avviare l’adeguamento alla CEI 11-27:2025-10
Dopo tale data:
- La 2021 non sarà più considerata conforme alla regola dell’arte
- La VI edizione diventa l’unico riferimento, anche in chiave di applicazione art.2087 c.c. e art. 15 e 18 D.Lgs. 81/2008
- Nel prossimo articolo, proporremo un Action-Plan operativo per l’adeguamento alla CEI 11-27:2025-10 (stay tuned!)
I tecnici di SicurOtto Srl possono darti tutto il supporto necessario
SicurOtto Srl supporta aziende e consulenti nell’adeguamento completo alla nuova CEI 11-27:2025, offrendo servizi di valutazione del rischio elettrico, redazione procedure operative, formazione qualificante per PES, PAV e personale idoneo ai lavori sotto tensione, attività di auditing ed assistenza operativa nelle fasi di lavoro elettrico e valutazione delle distanze di sicurezza nei lavori industriali o nei cantieri temporanei e mobili e tanto altro, coerentemente con il programma sopra proposto. L’azienda organizzerà a breve eventi e seminari sul tema e percorsi formativi conformi all’ultima edizione della norma.
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Ing. Giorgio Gallo

Bravo come sempre Giorgio