![]() | AUTORE Ing. Daniele Longo, Ingegnere Meccanico e socio fondatore di SicurOtto S.r.l., opera come CSP/CSE, Lead Auditor e RSPP adottando una visione multidisciplinare per la risoluzione di criticità sistemiche. Integra metodologie di osservazione comportamentale nei sistemi di gestione per l’evoluzione dei protocolli di sicurezza, trasformando la valutazione dei rischi da adempimento statico in una reale opportunità di crescita e stabilità operativa. |
Incipit:
Nell’attuale scenario HSE, la mera raccolta dati non garantisce più una reale mitigazione del rischio. Per il professionista esperto, è tempo di evolvere verso una compliance sostanziale, superando l’approccio reattivo. La chiave risiede nell’interpretazione dell’Art. 28 del D.Lgs. 81/08 come un “prisma”: uno strumento ottico capace di scomporre la sicurezza nelle sue facce tecniche, procedurali e comportamentali. Attraverso una struttura piramidale che integra Metriche, KPI e OKR, trasformiamo il dato grezzo in decisione strategica. Solo così il programma di miglioramento cessa di essere un elenco statico per divenire il motore ontologico di una governance aziendale dinamica e multidisciplinare.
1. Verso una Compliance Sostanziale attraverso il Prisma dell’Art. 28 del D.Lgs. 81/08
Nell’attuale panorama della sicurezza sul lavoro la mera raccolta di dati non garantisce più un vantaggio competitivo né una reale mitigazione del rischio. Per i professionisti che operano secondo una visione multidisciplinare è necessario superare l’approccio reattivo e burocratico, evolvendo verso un modello di gestione basato sulla misurazione dell’efficacia.
La struttura proposta si articola su una gerarchia di analisi a tre livelli, dove il dato grezzo viene raffinato attraverso l’interpretazione tecnica per diventare decisione strategica, trovando il suo fondamento giuridico e metodologico nell’Articolo 28 del D.Lgs. 81/08.
In realtà l’art. 28 lo schematizziamo come un “prisma” in quanto questa metafora impone di non fermarsi alla sola faccia della “conformità legale” (l’adempimento burocratico). Ogni faccia del prisma rappresenta una dimensione diversa del rischio:
- La faccia tecnica/ingegneristica (ad esempio l’efficacia dei dispositivi di protezione);
- La faccia procedurale (il sistema di gestione);
- La faccia comportamentale (le unsafe observations). Il professionista esperto non guarda “l’evento”, ma guarda “attraverso l’evento” per vedere la realtà operativa da più angolazioni contemporaneamente.
2. La Base della Piramide: Le Metriche (Input Predittivi e Rilevazione del Rischio)
La base raccoglie il volume maggiore di informazioni. In questa fase, l’obiettivo è la capillarità della rilevazione per soddisfare il precetto dell’Art. 28, comma 1, che impone la valutazione di “tutti i rischi (professionali) per la sicurezza e la salute”.
- Unsafe Conditions & Unsafe Behaviours: Rappresentano la manifestazione fenomenologica del rischio residuo. La loro analisi sistematica permette di intercettare le derive dei processi prima che si traducano in evento avverso, mappando quei rischi dinamici (comportamentali o ambientali) che una valutazione puramente teorica non potrebbe cogliere.
- Near Miss (Mancati Infortuni): Costituiscono il patrimonio informativo più prezioso per l’aggiornamento dinamico del DVR. Un sistema che non rileva Near Miss è un sistema che ignora i segnali precursori dell’evento incidentale, venendo meno al principio di prevenzione integrale.
- Positive Feedback: Fondamentale per il rinforzo della cultura della sicurezza e per validare l’efficacia delle misure di prevenzione già implementate.
A questo scopo, allo scrivente piace ragionare in termini di “precetti” e non di obblighi di cui all’art. 28, in quanto tale termine risponde alla necessità di definire la natura ontologica della norma giuridica.
Riferimento Tecnico: Le metriche costituiscono l’evidenza oggettiva necessaria per supportare la “scelta delle attrezzature di lavoro e delle sostanze o dei preparati chimici impiegati”, come richiesto esplicitamente dal testo normativo.
3. Il Livello Intermedio: I KPI (Indicatori di Processo e Efficacia delle Misure)
Il KPI è lo strumento che trasforma la metrica in informazione gestionale. Qui l’analisi si sposta dalla rilevazione alla validazione delle misure di prevenzione e protezione (Art. 15).
- Severità e Potenziale (HiPo – High Potential): Permette di pesare le osservazioni in base al potenziale di danno, focalizzando le risorse sulle aree a criticità elevata.
- Velocità di Risposta (Lead Time delle Azioni Correttive): Misurare il tempo intercorrente tra la segnalazione e l’evasione dell’azione correttiva è il principale indicatore della salute del Sistema di Gestione.
- Engagement Rate: Analizzare la distribuzione della partecipazione per reparti consente di identificare “zone d’ombra” dove la cultura della sicurezza è carente.
Il nesso con l’Art. 28: I KPI forniscono la prova documentale che le misure individuate nel DVR sono effettivamente idonee e costantemente monitorate. Essi rappresentano il “ponte” verso l’Art. 29, segnalando quando la variazione di un indicatore critico rende necessaria la rielaborazione della valutazione dei rischi professionali.
4. Il Vertice: Gli OKR (Obiettivi Strategici e Programma di Miglioramento)
Gli OKR rappresentano il “perché” dell’intero processo e trovano la loro massima espressione nell’Art. 28, comma 2, lett. c), che obbliga il Datore di Lavoro a definire il “programma delle misure ritenute opportune per garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di sicurezza”.
- Objective (O): Definisce la direzione strategica (es. “Transizione da una cultura della compliance a una cultura della prevenzione partecipata”).
- Key Results (KR): I risultati misurabili che validano il programma di miglioramento. Esempi:
- KR1: Riduzione del 20% delle deviazioni procedurali critiche identificate nelle metriche di base.
- KR2: Integrazione del 100% delle risultanze analitiche dei Near Miss nei piani formativi di reparto entro l’anno.
- KR3: Chiusura delle azioni correttive ad alto rischio entro un lead time massimo di 7 giorni lavorativi.
Senza obiettivi strutturati (OKR) e indicatori di verifica (KPI), il programma di miglioramento previsto dall’Art. 28 rischierebbe di rimanere un elenco statico di buone intenzioni, manifestando una prima chiusura nei confronti di una potenziale efficacia esimente (ai sensi dell’Art. 30).
Conclusioni
Limitarsi alla base della piramide significa fare mero reporting statistico, ovvero guardare nello specchietto retrovisore. Salire verso i KPI e gli OKR significa dotare l’azienda di un sistema di guida proattivo.
Per un professionista esperto, l’integrazione multidisciplinare è la chiave: un dato di sicurezza non è mai isolato, ma si intreccia con l’efficienza produttiva e la qualità dei processi. Questa struttura gerarchica trasforma il DVR da “adempimento burocratico” a vero e proprio strumento di governance aziendale, capace di auto-alimentarsi e migliorare costantemente i livelli di tutela del lavoratore.
I nostri tecnici possono darti tutto il supporto necessario
La SicurOtto Srl, grazie alla propria esperienza in ambito di governance e di direzione aziendale, può affiancare aziende e consulenti nel percorso di crescita che consente di passare da una gestione tipica di un sistema reattivo e burocratico ad un modello proattvio e funzionale, basato sulla misurazione dell’efficacia dei sistemi implementati.
👉 Scopri tutti i nostri servizi
Segui le nostre pagine sui social per rimanere aggiornato

https://www.linkedin.com/company/sicur8

https://www.facebook.com/SicurOtto
Ing. Daniele Longo



0 commenti