![]() | AUTORE Giuseppe Palmisano – Direzione scientifica SicurOtto srl SicurOtto S.r.l. |
Incipit:
La UNI 11719:2025, entrata in vigore il 20 novembre 2025 in sostituzione della UNI 11719:2018, introduce un cambiamento significativo nell’approccio alla protezione delle vie respiratorie nei luoghi di lavoro. La norma non si limita più a fornire indicazioni tecniche su scelta, uso e manutenzione degli apparecchi di protezione delle vie respiratorie (APVR), ma estende il proprio campo alla gestione organizzativa, alla formazione e all’addestramento degli utilizzatori, configurando la protezione respiratoria come un vero e proprio programma strutturato di prevenzione aziendale.
Questo passaggio segna l’evoluzione da una logica basata sulla semplice consegna del DPI al lavoratore a un sistema organizzato di protezione respiratoria, caratterizzato da ruoli definiti, responsabilità chiare, procedure di verifica e registrazioni delle attività. La norma rafforza così la capacità dell’organizzazione di garantire la coerenza tra rischio reale e protezione adottata, attraverso criteri più rigorosi di selezione degli APVR, verifiche di adattabilità al portatore, percorsi strutturati di formazione e addestramento e un sistema di tracciabilità delle attività.
Dal punto di vista manageriale, la UNI 11719:2025 offre un vantaggio strategico: consente di trasformare la gestione degli APVR da adempimento tecnico-documentale a processo organizzativo governabile e dimostrabile, migliorando l’efficacia della prevenzione, l’integrazione con i sistemi di gestione della salute e sicurezza (SGSL/ISO 45001) e la capacità dell’azienda di dimostrare la propria diligenza tecnica e organizzativa. In questo senso, la norma rappresenta uno strumento operativo per ridurre il rischio residuo, aumentare l’affidabilità dell’uso dei dispositivi sul campo e allineare la gestione aziendale allo stato dell’arte tecnico richiamato dal quadro normativo vigente.
La UNI 11719: 2025 novità in materia di protezione delle vie respiratorie
Nel panorama della prevenzione aziendale, uno degli errori più frequenti è considerare i dispositivi di protezione individuale come una semplice dotazione da consegnare ai lavoratori. La Norma UNI 11719:2025, entrata in vigore il 20 novembre 2025 e destinata a sostituire la precedente UNI 11719:2018, introduce invece un cambiamento concettuale di grande rilevanza: gli apparecchi di protezione delle vie respiratorie (APVR) non sono più trattati come singoli DPI da distribuire, ma come parte di un sistema organizzato di protezione respiratoria.
Questa evoluzione rappresenta un passaggio importante per la gestione della sicurezza nelle organizzazioni. Nella sintesi ufficiale pubblicata da UNI, la norma non si limita più a disciplinare la scelta, l’uso e la manutenzione degli APVR, ma include esplicitamente anche la gestione, la formazione e l’addestramento degli utilizzatori. In altri termini, la protezione respiratoria non è più solo una questione di dispositivi conformi, ma diventa un processo strutturato di prevenzione aziendale.
Dal punto di vista del datore di lavoro e del management aziendale, questo rappresenta un vantaggio concreto: la prevenzione non è più soltanto dichiarata nei documenti, ma diventa dimostrabile attraverso un sistema organizzativo verificabile.

Figura 1 – esempio di una prova di tenuta al volto di un APVR filtrante
Dal dispositivo al programma di protezione respiratoria
La precedente UNI 11719:2018 costituiva già uno strumento utile per impostare un programma di protezione delle vie respiratorie, ma il suo impianto era prevalentemente orientato agli aspetti tecnici legati alla scelta, all’utilizzo e alla manutenzione dei dispositivi.
Un documento UNI del 2021 evidenziava esplicitamente un limite della norma del 2018: essa non trattava in modo specifico i temi dell’informazione, della formazione e dell’addestramento in materia di protezione respiratoria.
La nuova UNI 11719:2025 colma proprio questo vuoto. La protezione delle vie respiratorie viene infatti collocata all’interno di una dimensione più ampia, fondata su organizzazione, competenze e verificabilità dei processi. In termini tecnici, questa impostazione rafforza la prevenzione aziendale lungo alcune direttrici decisive.
1. La governance del rischio respiratorio (dall’infortunio alla manifestazione di una malattia professionale)
Il primo elemento innovativo riguarda la governance del rischio respiratorio.
La norma descrive un vero e proprio programma di protezione delle vie respiratorie, caratterizzato da ruoli definiti, responsabilità chiare, risorse dedicate e meccanismi di verifica periodica dell’efficacia. In questo modello organizzativo vengono coinvolte diverse figure aziendali:
• datore di lavoro
• servizio di prevenzione e protezione
• medico competente
• rappresentante dei lavoratori per la sicurezza
• portatori (termine utilizzato dalla UNI 11719:2025) degli APVR
• supervisori delle attività
• responsabile del programma di protezione respiratoria
Il datore di lavoro è inoltre chiamato a garantire le risorse necessarie alla gestione del programma.
Questa architettura organizzativa non è un dettaglio formale. Al contrario, consente di ridurre le cosiddette “zone grigie” di responsabilità e rende più difficile che la protezione respiratoria resti affidata a prassi informali o a semplici abitudini operative.
2. La qualità della scelta tecnica degli APVR
Il secondo parametro riguarda la qualità della scelta tecnica dei dispositivi.
La norma si colloca nel solco della UNI EN 529:2006, che rappresenta a livello europeo una guida per l’uso degli apparecchi di protezione delle vie respiratorie. Tuttavia, la UNI 11719:2025 rafforza l’approccio sistematico alla selezione degli APVR, sottolineando che la valutazione deve essere effettuata caso per caso, in relazione alle caratteristiche specifiche dell’ambiente di lavoro.
In chiave prevenzionale questo aspetto è fondamentale. Molto spesso il problema più frequente non è l’assenza del DPI, ma la presenza di un DPI non coerente con il rischio reale.
La scelta di un APVR efficace richiede di considerare diversi fattori, tra cui:
• tipologia dell’inquinante
• concentrazione degli agenti contaminanti
• durata dell’esposizione
• attività svolta e sforzo fisico richiesto
• interferenze con altri DPI
• autonomia operativa del dispositivo
• scenari di emergenza
Un programma strutturato di protezione respiratoria consente quindi di migliorare la coerenza tra rischio effettivo e protezione assegnata.
3. L’idoneità reale al portatore
Il terzo parametro riguarda l’adeguatezza dell’APVR al singolo utilizzatore.
Uno degli aspetti più rilevanti introdotti dalla nuova impostazione riguarda la prova di adattabilità (fit test), considerata parte integrante del processo di selezione e addestramento. Durante questa verifica devono essere utilizzati anche eventuali altri dispositivi che potrebbero interferire con la tenuta del respiratore, come ad esempio occhiali o altri DPI.
Questo passaggio rappresenta un salto di qualità rispetto a un approccio puramente documentale. La protezione respiratoria non è più considerata in termini teorici o nominali, ma viene verificata nelle reali condizioni di utilizzo sul lavoratore.
Per l’azienda, questo si traduce in diversi vantaggi:
• riduzione del rischio residuo
• minori errori nella scelta del dispositivo
• maggiore affidabilità operativa
• minore probabilità di contestazioni legate alla non idoneità del DPI al portatore.
4. Formazione e addestramento operativo
Il quarto elemento riguarda la competenza operativa degli utilizzatori.
La norma stabilisce che la protezione respiratoria non possa essere garantita dalla sola consegna del dispositivo accompagnata da istruzioni generiche. Al contrario, diventa necessario prevedere percorsi strutturati di formazione e addestramento pratico.
Questo aspetto è cruciale perché molte criticità legate all’uso degli APVR derivano da errori operativi, come ad esempio:
• indossamento scorretto del respiratore
• mancato controllo pre-uso
• gestione inadeguata dei malfunzionamenti
• errori nella sostituzione dei filtri
• conservazione non corretta dei dispositivi.
L’introduzione di un sistema di formazione e addestramento consente quindi di trasformare la protezione respiratoria in una competenza verificabile, riducendo il rischio che il dispositivo venga utilizzato in modo inefficace.

Figura 2 – APVR filtranti
5. La tracciabilità organizzativa
Un altro elemento fondamentale della UNI 11719:2025 è la tracciabilità delle attività.
La norma prevede la registrazione delle principali fasi del programma di protezione respiratoria e la definizione di verifiche periodiche per valutarne l’efficacia e la corretta applicazione, con eventuali azioni di miglioramento.
Questo produce due vantaggi rilevanti.
Il primo è di natura prevenzionale: ciò che viene registrato e verificato nel tempo tende ad essere mantenuto e migliorato.
Il secondo è di natura probatoria. In caso di audit, sopralluoghi ispettivi, quasi infortuni o contenziosi, l’azienda può dimostrare non solo l’esistenza del DVR o delle schede tecniche dei DPI, ma l’intero processo di gestione del rischio respiratorio:
• criteri di scelta degli APVR
• assegnazione ai lavoratori
• formazione e addestramento
• prove di adattabilità
• manutenzione e sostituzioni
• gestione delle non conformità
• azioni correttive.
6. L’integrazione nel sistema di gestione della sicurezza
L’ultimo parametro riguarda l’integrazione del programma di protezione respiratoria all’interno del sistema di gestione della salute e sicurezza sul lavoro.
Se l’organizzazione adotta un SGSL o uno standard ISO 45001, la norma prevede che il programma relativo agli APVR sia parte integrante del sistema di gestione e che il relativo impegno sia esplicitato nella politica aziendale per la sicurezza.
Questo consente di trattare la protezione respiratoria non come una procedura isolata, ma come un processo manageriale strutturato, soggetto a indicatori di performance, audit interni, riesami della direzione e miglioramento continuo.
In questo modo, ciò che inizialmente può apparire come un costo di conformità normativa si trasforma in uno strumento di governo organizzativo del rischio.
Un vantaggio anche sotto il profilo giuridico
Esiste infine un aspetto di rilievo anche sul piano giuridico.
A seguito delle modifiche introdotte dal D.L. 146/2021, il D.Lgs. 81/2008 rinvia alle norme UNI più aggiornate per i criteri di scelta e utilizzo dei DPI. Ciò significa che, pur non sostituendo la normativa di legge, le norme tecniche rappresentano lo stato dell’arte tecnico richiamato dall’ordinamento.
Adottare la UNI 11719:2025 consente quindi all’azienda di ridurre la distanza tra adempimento formale e best practic tecnica, rafforzando la dimostrabilità della diligenza organizzativa.

Figura 3 – alcune fasi di lavoro in una officina metalmeccanica
Se si deve spiegare a un datore di lavoro il valore concreto della nuova norma, il punto centrale non è dire che la UNI 11719:2025 è semplicemente più aggiornata della precedente.
Il punto è un altro:
con la UNI 11719:2025 l’azienda acquista meno DPI inutili e costruisce più protezione reale.
Rispetto agli approcci tradizionali, i vantaggi operativi sono chiari:
• riduzione del rischio di scegliere dispositivi formalmente conformi ma operativamente inadeguati
• maggiore standardizzazione dei comportamenti operativi
• migliore dimostrabilità della diligenza tecnica e organizzativa
• integrazione più efficace con DVR, sorveglianza sanitaria ed emergenze
• controllo dei fattori che più frequentemente determinano l’insuccesso degli APVR: adattabilità, uso scorretto, manutenzione, sostituzioni e addestramento.
In sintesi, l’adozione della UNI 11719:2025 rappresenta il passaggio da una gestione prevalentemente reattiva e documentale dei dispositivi di protezione respiratoria a un modello prevenzionale strutturato, basato su programma, responsabilità, competenze e verifiche.
Il beneficio per l’organizzazione non è soltanto normativo: consiste nella riduzione del rischio residuo, nella maggiore affidabilità operativa e nella più solida dimostrabilità dell’adempimento tecnico-organizzativo.
Se si deve spiegare a un datore di lavoro il valore concreto della nuova norma, il punto centrale non è dire che la UNI 11719:2025 è semplicemente più aggiornata della precedente.
Il punto è un altro:
con la UNI 11719:2025 l’azienda acquista meno DPI inutili e costruisce più protezione reale.
Rispetto agli approcci tradizionali, i vantaggi operativi sono chiari:
• riduzione del rischio di scegliere dispositivi formalmente conformi ma operativamente inadeguati
• maggiore standardizzazione dei comportamenti operativi
• migliore dimostrabilità della diligenza tecnica e organizzativa
• integrazione più efficace con DVR, sorveglianza sanitaria ed emergenze
• controllo dei fattori che più frequentemente determinano l’insuccesso degli APVR: adattabilità, uso scorretto, manutenzione, sostituzioni e addestramento.
In sintesi, l’adozione della UNI 11719:2025 rappresenta il passaggio da una gestione prevalentemente reattiva e documentale dei dispositivi di protezione respiratoria a un modello prevenzionale strutturato, basato su programma, responsabilità, competenze e verifiche.
Il beneficio per l’organizzazione non è soltanto normativo: consiste nella riduzione del rischio residuo, nella maggiore affidabilità operativa e nella più solida dimostrabilità dell’adempimento tecnico-organizzativo
I nostri tecnici possono darti tutto il supporto necessario
SicurOtto S.r.l. supporta aziende e consulenti nella valutazione del rischio per le vie respiratorie e nel percorso di adeguamento alla nuova UNI 11719:2025, offrendo servizi specialistici che comprendono il processo metodologico di valutazione e il supporto tecnico per la scelta più efficace dell’APVR (Apparecchio di Protezione delle Vie Respiratorie). Attrverso i propri tecnici specializzati provvede, inoltre, a strutturare percorsi formativi avanzati, dedicati alla qualifica della nuova figura del responsabile del programma di protezione delle vie respiratorie, nonché ad organizzare eventi e seminari di aggiornamento costantemente in linea con l’ultima edizione della norma tecnica.
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P.I. Giuseppe Palmisano



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